7 problematiche che possono colpire i vostri piedi

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I piedi sono una parte del nostro corpo spesso sottovalutata, ma che in realtà è importantissima, da essi infatti dipende la nostra andatura, la nostra stabilità e agilità. Della loro rilevanza ce ne accorgiamo purtroppo quando si hanno dei problemi che non sempre sono di facile o rapida soluzione. Vediamo quali sono i guai a cui potrebbero andare incontro i nostri piedi e come eventualmente fare prevenzione o capire a chi rivolgersi per curarli.

7 problematiche che possono colpire i vostri piedi

Il piede è composto da molte ossa, che possono essere suddivise in ossa del tarso, ossa lunghe (metatarsi) e le falangi. Le ossa tarsali sono le ossa più grandi che formano la sezione posteriore del piede, con il calcagno che è il più grande. Poi ci sono cinque ossa del metatarso, in cui il primo osso metatarsale è il più grande degli altri quattro, ed è l’osso che si trova accanto all’alluce. Ogni dito del piede ha tre falangi, tranne l’alluce, che ne ha solo due. All’interno del nostro piedi troviamo molti nervi, muscoli e legamenti, e i nervi plantari hanno la caratteristica di trovarsi tra gli ossi metatarsali, le cui ramificazioni rendono i nostri piedi così ricettivi alle varie stimolazioni esterne.

Distorsioni e stiramenti

Le distorsioni e gli stiramenti sono lesioni molto comuni che colpiscono le articolazioni e i muscoli . Una distorsione è un trauma in cui uno o più legamenti si possono allungare o lesionare. Lo stiramento significa che le fibre muscolari si sono allungate.

Spesso tali problematiche si verificano quando si modifica la direzione o la velocità improvvisamente, o dopo una caduta rovinosa, oppure quando vi è un forte impatto contro un oggetto più o meno duro o contro un’altra persona, evento molto comune durante la pratica di uno sport a contatto diretto.

Talvolta questi problemi possono essere davvero dolorosi e accompagnati da gonfiore, lividi e accentuata sensibilità con conseguente difficoltà nell’appoggio del peso corporeo su quella determinata parte del piede.

In genere il riposo e l’utilizzo di antiinfiammatori riescono a far passare questi fastidi, tuttavia, in alcuni casi più gravi è opportuno consultare un fisioterapista, specialmente se si vuole recuperare  la completa funzionalità del piede.

Vesciche, calli e duroni

Scarpe di bassa qualità o troppo piccole e aderenti possono causare delle abrasioni e danneggiare la pelle. A questo proposito si parla di:

  • Vesciche, cioè piccole sacche di liquido che si formano negli strati superficiali della pelle
  • Calli, zone di pelle indurita
  • Duroni, zone di pelle ruvida e spessa, di solito di colore giallastro

Questi possono talvolta provocare dolore e disagio quando si cammina. Indossare scarpe comode, di qualità e che calzano bene o l’utilizzo di un plantare è spesso un buon modo per prevenire l’insorgenza o il ritorno di questi fastidiosi problemi.

Alluce Valgo

L’alluce valgo è una deformazione del piede costituita dall’allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre. Visivamente si evidenzia un rigonfiamento osseo alla base dell’alluce che può essere doloroso quando si indossano scarpe con conseguenti difficoltà anche alla deambulazione. L’alluce valgo è una patologia molto comune nel piede, in particolare nelle donne.

Le cause e i fattori di tale patologia possono essere molteplici e possono andare da una predisposizione ereditaria o genetica, fino a concause con altre patologie del piede.

In caso di alluce valgo è sempre bene farsi vedere da un medico o da uno specialista. In genere vengono tentanti prima trattamenti non chirurgici, come per esempio indossare scarpe comode e larghe, plantari (solette) e antidolorifici. In caso questi trattamenti conservativi si rivelassero inefficaci, lo specialista può considerare l’intervento chirurgico correttivo.

Fascite plantare




La fascite plantare è il risultato di un danno alla banda spessa di tessuto (fascia) che si trova sotto la pianta del piede, e che provoca dolore nel tallone. Più comunemente colpisce gli atleti amatoriali che praticano la corsa, chi è in sovrappeso o chi sta in piedi per lunghi periodi di tempo.

Il dolore tende a svilupparsi gradualmente nel tempo e il picco maggiore si ha al mattino, appena svegli, e alla fine della giornata.

Per questa patologia è consigliato il riposo del tallone, fare stretching regolarmente, applicare impacchi di ghiaccio, prendere antinfiammatori e indossare scarpe comode e di buona qualità, mentre i plantari ortopedici possono spesso aiutare ad alleviare il dolore. In casi più gravi vengono effettuati trattamenti come infiltrazioni o la fisioterapia.

7 problematiche che possono colpire i vostri piedi

Metatarsalgia

La metatarsalgia è il nome che prende una serie di sindromi dolorose corrispondenti alla regione plantare del piede riferita alle teste metatarsali (le ossa lunghe del piede che si trovano tra le ossa del tarso e le falangi.

Viene spesso descritta come un bruciore o dolore che può variare da lieve a intenso e peggiora quando si cammina. Può interessare uno o più metatarsi e a volte l’intero piede.
Con questa patologia, tutto ciò che comprende lo sforzo, o la pressione, sulla pianta del piede, può portare a dolore, e spesso chi ne risente indossa scarpe troppo strette per un lungo periodo di tempo, pratica sport di contatto fisico, o è in sovrappeso. Le persone anziane sono maggiormente suscettibili di metatarsalgia.

La maggior parte dei casi di metatarsalgia può essere gestita con riposo, impacchi di ghiaccio, antinfiammatori, sostituendo le calzature e con l’utilizzo di plantari ortopedici. In casi che non rispondono alle terapie conservative, il medico o lo specialista può prendere in considerazione anche l’intervento chirurgico.

Osteoartrosi

Nelle persone anziane, ripetuti episodi di dolore al piede e rigidità possono indicare un improvviso peggioramento dell’osteoartrosi. Questa patologia è causata dall’usura della cartilagine sulle superfici articolari, che nel piede colpisce spesso l’alluce e il retropiede.

I trattamenti comprendono indossare calzature adatte per ridurre la tensione sulle articolazioni, ridurre il peso corporeo in caso di sovrappeso, antinfiammatori, fisioterapia e in taluni casi anche interventi chirurgici. Meno comunemente, il dolore al piede può essere causato da artrite reumatoide, che è una patologia autoimmune che colpisce le articolazioni

Neuroma di Morton

Il neuroma di Morton è una patologia che colpisce uno dei nervi (quasi sempre localizzato tra il terzo e il quarto metatarso) presente tra le ossa lunghe (metatarsi) nel piede. Un neuroma è infatti un ispessimento del tessuto nervoso ed è il risultato  dell’infiammazione del nervo. Questa compressione crea l’allargamento del nervo stesso, che può portare talvolta a dolore persistente nel tempo.

Una delle cause più comuni di questa patologia è indossare scarpe troppo strette o scarpe col tacco alto che provocano la costrizione delle dita dei piedi verso la punta della scarpa. Le persone affette da altre patologie ai piedi, come le dita a martello, piedi piatti, alluce valgo sono a rischio di sviluppare un neuroma. Altre possibili cause sono le attività che coinvolgono l’irritazione ripetitiva alla pianta del piede, come sport in cui si pratica la corsa. Un infortunio o altri tipi di traumi in questa zona, possono anch’essi portare ad un neuroma.

In genere i sintomi del neuroma di Morton possono andare dal formicolio al bruciore o all’intorpidimento del piede, al dolore acuto, fino alla sgradevole sensazione che qualcosa si trovi dentro la pianta del piede o della scarpa.

Nei casi che datano da maggior tempo, il trattamento è in genere chirurgico e consiste nella asportazione del tratto di nervo alterato (“neurectomia”), mentre gli approcci terapeutici non invasivi variano a seconda della gravità del problema e possono andare dall’utilizzo di plantari ortopedici per l’arco metatarsale, che riduce in questo modo la pressione sul nervo e diminuendo la compressione quando si cammina, alla modifica del tipo di scarpa utilizzata, all’utilizzo di impacchi di ghiaccio, alla somministrazione di farmaci antinfiammatori, al riposo, fino ad arrivare alla terapia infiltrativa: il trattamento in questo caso può includere iniezioni di cortisone, anestetici locali o altri agenti.

Nel campo del trattamento del neuroma di Morton, l’alcolizzazione sotto guida ecografica è la tecnica più utilizzata come alternativa alla chirurgia tradizionale. Grazie a questo trattamento il nervo viene accuratamente individuato e raggiunto con un sottile ago  per poter eseguire una iniezione ecoguidata, composta da un cocktail di alcool diluito al 4% ed anestetico locale che, iniettato intorno e dentro il nervo, rimuove il tessuto cicatriziale della fibrosi.

In genere il trattamento prevede un ciclo di 3 infiltrazioni; la seconda a circa 2 settimane e la terza a circa 4 settimane dalla prima. Tale tecnica, che non ha particolari controindicazioni, è ancora poco diffusa in Italia e solo pochi specialisti la praticano. Uno di questi è il Dr. Ignazio Bagnoli, che opera e visita nel nord dell’Italia, tra la Lombardia e il Piemonte

In ogni caso, quale che sia la problematica che riscontrate ai vostri piedi, è sempre bene, prima di effettuare autotrattamenti e agire di testa propria, consultare un medico o uno specialista.

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