Ridurre e gestire i conflitti aziendali sviluppando il Self Empowerment

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Ovunque ci siano delle persone, verrà a crearsi, prima o poi, un conflitto, una discussione o un confronto. E ‘un fatto normale della vita di tutti i giorni: le opinioni variano e i fraintendimenti e le incomprensioni sono sempre dietro l’angolo. Gli individui, in quanto esseri umani, hanno valori diversi, differenti priorità, e spesso, non sono inclini al cambiamento. Tutte queste cose creano contrasti nella nostra vita e nel nostro lavoro. Il problema non è il conflitto di per sé, ma il modo in cui esso viene affrontato. Esistono infatti, molte strategie efficaci in grado di gestire e ridurre le occasioni di conflitto sia sul piano personale, sia sul piano professionale e organizzato, che possono essere apprese e interiorizzate.

Ridurre e gestire i conflitti aziendali sviluppando il Self Empowerment

La vita aziendale è punteggiata da numerosi momenti di asperità, di disaccordo, d’incomprensione: è cosa nota a chiunque abbia lavorato e lavori in strutture più o meno organizzate. La gestione e la risoluzione di questi conflitti è spesso causa di fatica e stress che conduce ad un giudizio negativo sui conflitti stessi, visti come un intralcio inutile e ridondante al raggiungimento dei risultati organizzativi. La prima considerazione indispensabile nell’affrontare la problematica dei conflitti aziendali riguarda la comprensione dell’ineluttabilità dei conflitti: non può esistere una situazione organizzativa scevra da conflitti perché molti di loro sono fisiologici, appartengono all’inevitabile dinamica del confronto tra persone e possono essere segno di vitalità organizzativa.

Tuttavia, tale confronto, scaturito principalmente dalla diversità individuale, da risorsa diventa molto spesso un ostacolò e fa perdere quantità enormi di energia. La capacità di gestire i conflitti è, quindi a tutti gli effetti, una competenza manageriale di primaria importanza. La comprensione manageriale delle fonti, della struttura e della dinamica dei conflitti è necessaria per due ordini di motivi. Il primo riguarda la capacità soggettiva di destreggiarsi nelle trame conflittuali dell’organizzazione, esercitando dei comportamenti tesi a preservare sia i propri livelli di stress che le conseguenze potenziali sull’organizzazione. Il secondo afferisce alla necessità di agire nella gestione dei conflitti di altri, soprattutto dei collaboratori, in modo valido sia per i risultati organizzativi che per il mantenimento di un clima favorevole tra i membri dell’organizzazione stessa.

In quest’ultimo caso possono essere utili processi di Team Building che permettono di limitare il conflitto e spesso generano soddisfazione professionale. Sentirsi utili e realizzati, parte di una squadra nell’ambiente di lavoro, sono elementi essenziali per ridurre il conflitto e generare appagamento. Questi sentimenti possono motivare un gruppo e aumentarne la produttività, e, non ultimo, tali atteggiamenti potranno motivare anche i loro colleghi.

La risoluzione dei conflitti aziendali e i processi di team building possono scaturire soprattutto da una corretta comprensione e interpretazione dei sentimenti e delle emozioni: essere consapevoli utilizzando e sviluppando meglio l’intelligenza emotiva, cioè la capacità di comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle delle persone intorno a noi, contribuisce a definire le dinamiche e i processi contrastanti che avvengono in azienda. Le persone con un alto grado di intelligenza emotiva sono consapevoli delle proprie emozioni, di cosa significano, e di come esse possono influenzare le altre persone.




Per i manager, avere un’intelligenza emotiva molto sviluppata è fondamentale per comprendere e risolvere con successo le conflittualità aziendali e raggiungere gli obiettivi. Dopo tutto, chi ha più probabilità di risolvere un problema, chi inveisce contro il proprio team quando è sotto stress oppure colui che mantiene il controllo e con calma valuta la situazione?

Secondo Daniel Goleman, uno psicologo americano che ha reso popolare l’intelligenza emotiva, esistono 5 diversi elementi che contribuiscono a sviluppare una forte intelligenza emotiva:

  • L’autoconsapevolezza, o conoscenza del sé.
  • L’autocontrollo.
  • Le motivazioni.
  • L’empatia.
  • Le abilità sociali.

Tali elementi non sono sempre al massimo in ognuno di noi, anzi, è più corretto dire che sulla base della nostra personalità e carattere, questi fattori sono presenti in misura più o meno maggiore. Per esempio qualcuno può essere naturalmente più empatico di un altro, il quale a sua volta, potrebbe avere più autocontrollo.
Per poter rafforzare e prendere coscienza di questi elementi è possibile fare riferimento ai diversi processi di Self Empowerment.

Che cos’è il Self Empowerment?

Il termine “Empowerment” è, in parole molto semplici, un termine che significa “diventare più forte” e implica un processo di crescita individuale. Diventare più forte a livello personale coinvolge una riflessione sui nostri valori personali, sulle competenze e sugli obiettivi e presuppone la volontà di essere pronti a modificare il nostro comportamento al fine di realizzare e raggiungere i nostri obiettivi. Il Self Empowerment significa anche essere consapevoli che le altre persone hanno i propri valori e obiettivi che possono differire dai nostri.

Ridurre e gestire i conflitti aziendali sviluppando il Self Empowerment

Esistono molte altre, e più dettagliate, definizioni. Tali definizioni di Self Empowerment si focalizzano sulla possibilità che l’individuo abbia di:

  • Prendere il controllo della situazione per raggiungere gli obiettivi personali e professionali.
  • Diventare più consapevole dei propri punti di forza e di debolezza per affrontare i problemi e raggiungere gli obiettivi individuali.
  • Migliorare sia come individuo che come membro di un team.
  • Cogliere le opportunità della vita per migliorare la crescita personale e scaturire il senso di appagamento che da essa deriva.

Lo sviluppo del Self Empowerment è solitamente un processo che comporta alcuni cambiamenti fondamentali a livello individuale, ma che spesso ricompensa con un miglioramento della qualità della propria vita, del proprio lavoro e in generale degli aspetti relazionali.

Per esempio, sul piano professionale, la responsabilizzazione dei dipendenti potrà essere una risorsa importante nelle organizzazioni che contribuirà a ridurre eventuali processi conflittuali. Molti studi hanno evidenziato l’esistenza di un legame tra il trattare i dipendenti come persone mature e la loro capacità di prendere iniziative, la loro motivazione, il loro benessere e il loro impegno.

Individui che lavorano e vivono con soddisfazione la propria attività professionale, avranno un più forte legame emotivo con l’azienda, e molto probabilmente investiranno più tempo ed energie per aiutarla ad avere successo. In estrema sintesi i processi di Self Empowerment contribuiranno a ridurre il rischio di conflitti aziendali.

Sebbene la disciplina del Self Empowerment possa sembrare appannaggio di società e culture aziendali americane e nord-europee, si sta sempre più affermando anche in Italia. Nel nostro paese realtà economiche di ogni tipo utilizzano il Self Empowerment non solo per mitigare il conflitto interno ai propri dipendenti e collaboratori, ma anche come volano per migliorare le proprie prestazioni e centrare gli obiettivi.

In Lombardia, per esempio, il Gruppo CS, con sede a Lainate, già da qualche decennio genera il cambiamento desiderato nelle aziende e negli individui in modo duraturo sia con la consulenza, che con l’empowerment utilizzando aule, coaching e counseling in modo professionale. Il Gruppo CS si è posto infatti, l’obiettivo di migliorare l’efficienza delle organizzazioni aziendali, di migliorare l’efficacia dei collaboratori e agevolare l’autorealizzazione delle persone, soprattutto tramite l’utilizzo di servizi molto innovativi, come per esempio la leadership emozionale, il life coach oppure l’empowerment organizzativo.

Nonostante tali tipologie di servizi, di pratiche e di conoscenze siano relativamente recenti, rappresentano alcuni degli investimenti più significativi che un’azienda potrebbe fare. Tramite queste discipline è possibile costruire fiducia, mitigare il conflitto, incoraggiare la comunicazione intesa nella sua accezione più letterale, cioè quella di “condividere”, “mettere in comune”, migliorare il clima collaborativo, pone degli obiettivi e apporta a un miglioramento generalizzato degli individui e delle loro vite.

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