La Mobilità Elettrica In Italia

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La mobilità elettrica rappresenta uno dei capisaldi della sostenibilità, argomento ormai centrale sia a livello politico che per quanto riguarda l’opinione pubblica, con i governi che da una parte stanno mostrando massimo interesse verso la Green Economy e l’ambientalismo, e dall’altra con i cittadini che hanno una maggiore sensibilità verso la salvaguardia del Pianeta e il contrasto ai cambiamenti climatici.

La Mobilità Elettrica In Italia

Per questo aumentare il numero di veicoli, pubblici e privati, non inquinanti, sostituendo i modelli ormai obsoleti e poco efficienti è divenuta una priorità, anche se l’Italia in questo senso non rappresenta un’eccellenza. Nel nostro Paese, infatti, le auto elettriche sono meno di 200 mila, occupando una percentuale molto bassa del parco circolante italiano.

Nel 2023, però, nei primi cinque mesi dell’anno, abbiamo visto una crescita di veicoli elettrici pari al +41,10% rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2022, facendo emergere un’attenzione maggiore da parte dei guidatori verso questi motori, anche grazie agli incentivi e sgravi fiscali offerti dallo Stato.

Ma la strada è ancora lunga, considerando che gli altri Paesi membri dell’Unione Europea fanno registrare performance migliori in questo senso, seguendo anche le indicazioni della Commissione relative all’abbassamento delle emissioni nocive e allo stop futuro della produzione di auto alimentate a diesel e benzina.

Come incentivare la mobilità elettrica

Per incentivare la mobilità elettrica e dare un taglio netto alle emissioni di CO2, senza contare il graduale abbandono dei combustibili fossili e accelerare l’indipendenza dai Paesi esportatori, esistono diverse strategie e misure che possono essere adottate.

La pria riguarda i sussidi e gli incentivi finanziari per l’acquisto di veicoli elettrici, come agevolazioni fiscali, sconti sul prezzo di acquisto, bonus o contributi per la ricarica delle batterie. Questi sistemi riducono il costo iniziale delle auto alimentate a batteria, rendendole più accessibili per i consumatori, anche con redditi più bassi.

Altro passo fondamentale riguarda l’Infrastruttura di ricarica. Gli esecutivi locali possono investire nella costruzione di stazioni di ricarica pubbliche e private in luoghi strategici come parcheggi, centri commerciali, stazioni di servizio e abitazioni, offrendo misure incentivanti anche alle aziende per installare colonnine presso le sedi, per stimolare i dipendenti verso la transizione.

Collegato a questo punto, dovrebbero essere rafforzati i già presenti programmi di car sharing elettrico, mettendo a disposizione dei cittadini auto alimentate a batteria da noleggiare solo per il periodi di utilizzo, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria in virtù di una riduzione di mezzi in circolazione, oltretutto meno inquinanti.

Come già accaduto, inoltre, dovrebbero essere stabilite normative e restrizioni ad hoc, come obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per i produttori di veicoli e introduzione di restrizioni sulle auto a combustione interna in determinate aree urbane.

Infine, massima attenzione deve essere rivolta all’educazione e alla consapevolezza attraverso campagne di sensibilizzazione, anche a scuola, mediante le quali illustrare i vantaggi ambientali, economici e di salute legati ai veicoli elettrici.

L’importanza delle colonnine di ricarica

Come scritto nel paragrafo precedente, una delle attività maggiormente impattanti per la diffusione della mobilità elettrica riguarda il consolidamento della rete pubblica di ricarica. Una delle difficoltà che emergono dai guidatori di auto elettriche, è infatti quella relativa alla scarsità di punti di ricarica, che rendono la vita di coloro che hanno scelto auto a batteria poco agevole, dovendo percorrere anche molti chilometri per il rifornimento.

Ad oggi, in Italia il numero di colonnine elettriche è molto esiguo, con il 58% circa dei Comuni italiani che ne è completamente sprovvisto, con le installazioni dei capoluoghi che rappresentano il 32% del totale della distribuzione sul nostro territorio. Negli ultimi tempi, però, sono stati approvati piani a lungo termine per aumentarne il numero, in particolare in alcuni contesti urbani con un’alta concentrazione di cittadini.

Ad esempio, alla luce dell’aumento di acquisto auto elettriche a Firenze, nel capoluogo toscano si sta lavorando per estendere la rete di ricarica, installando anche dispositivi per il rifornimento rapido, altro problema che affligge i guidatori “green”.

Un’iniziativa che non riguarda unicamente Firenze, ma anche molti altri centri, come Bologna, Roma e Milano.

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