Previdenza Complementare, Le Tre Fasi: Adesione, Cumulo Ed Erogazione

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Per capire come funziona la previdenza complementare si possono individuare essenzialmente tre fasi che si susseguono in ordine logico e temporale: scelta del fondo pensione (e quindi adesione allo stesso), cumulo (attraverso versamenti) ed erogazione del capitale accumulato (detta anche fase di decumulo).

Previdenza Complementare, Le Tre Fasi: Adesione, Cumulo Ed Erogazione

Prima fase della previdenza complementare: la scelta del fondo pensione e l’adesione

I lavoratori del comparto privato hanno sei mesi di tempo dal momento dell’assunzione per scegliere di aderire ad una forma di previdenza complementare o mantenere il Tfr in azienda. Il silenzio assenso comporta il versamento del Tfr maturando obbligatoriamente alla previdenza complementare scelto dal CCNL (o in caso di più alternative da contratto collettivo alla forma di previdenza complementare al fondo che ha ottenuto il maggior numero di adesioni esplicite da parte dei lavoratori della stessa azienda).

Seconda fase della previdenza complementare: i versamenti

Dopo l’adesione si ha la fase di accumulo vera e propria mediante i versamenti. La fase di accumulo determina un capitale variabile in base alla propensione al rischio.

Terza fase della previdenza complementare: erogazione del capitale




Quando vengono raggiunti i requisiti di pensionamento si passa alla terza fase, ovvero quella dell’erogazione del capitale accumulato nel fondo pensione. A dire il vero oggi in questo senso la previdenza complementare è diventata più flessibile per venire incontro alle esigenze dei risparmiatori, tra i quali rientrano anche lavoratori giovani preoccupati per la pensione futura. Ecco perché molti fondi pensione prevedono la possibilità di erogazione anticipata di parte del capitale per sostenere grosse spese sopravvenute come acquisto casa o ristrutturazione, apertura di un’attività imprenditoriale etc.

La liquidazione del maturato al momento della pensione invece di norma prevede una percentuale (non superiore al 50%) che può essere riscattata subito e la restante parte riconosciuta tramite rendita mensile (pensione integrativa). La maggior parte dei fondi pensione prevede invece la possibilità di avere tutto il capitale in un’unica soluzione per importi mensili inferiori alla pensione minima (rischio che può concretizzarsi soprattutto per i lavoratori che hanno iniziato ad investire tardi con l’età nella pensione complementare).

Fatta questa panoramica ben si comprende perché la scelta della pensione complementare è soggettiva e legata a fattori come ad esempio stipendio ed età. Non esiste un miglior fondo pensione riconoscibile come tale a livello universale. Ecco perché è bene mettere a confronto diverse proposte di previdenza complementare e fare simulazioni della pensione futura.

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